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Martedì, 12 Marzo 2019 14:45

Vigilanza privata, Ugl L'Aquila: "Contratto nazionale fermo dal 2015"

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Contratto collettivo nazionale scaduto da quattro anni; orari di lavoro troppo pesanti; aumento del numero e della tipologia di mansioni e servizi da garantire senza un'adeguata formazione e a fronte di stipendi troppo bassi e spesso erogati anche a singhiozzo.

Sono alcune delle criticità che si riscontrano nel settore della vigilanza privata evidenziate, in una nota, dall'Ugl L'Aquila.

"Facendo seguito a quanto si sta riscontrando in alcuni appalti" si legge "interveniamo per cercare di chiarire la situazione della vigilanza privata, un settore molto strategico ed importante; ovviamente non possiamo né vogliamo generalizzare, anzi tutt'altro, poiché alcuni istituti di vigilanza, per determinati parametri, possono essere considerati virtuosi e altri dovrebbero forse essere monitorati con maggiore attenzione, cosa che stiamo approntando, fino a giungere – in casi estremi – ad ipotizzare di avanzare anche una richiesta - con le valutazioni del caso - per il ritiro della licenza".

"Il contratto collettivo nazionale di lavoro è scaduto nel 2015 ed è in attesa di rinnovo; i molteplici incontri tra parti sociali ed aziende non forniscono gli esiti sperati: il disaccordo è incentrato sui punti riguardanti la malattia, il cambio d'appalto, gli stipendi, la flessibilità riguardo orari di lavoro, la differenza tra vigilanza armata e servizi fiduciari e di conseguenza stipendi non adeguati e orari di lavoro da girone infernale".

"Ufficialmente si dovrebbe lavorare sette ore e quindici minuti, ma in realtà, molto spesso purtroppo, si possono toccare e superare tranquillamente le 12 ore, su un sistema di rotazione a volte basato sul 5+1 ed altre sul 6+1+1, quindi 5 o 6 giornate di lavoro, senza considerare domeniche e festività non godute retribuite solo con una magra maggiorazione dello stipendio e nulla più!".

"L'altro tasto molto dolente riguarda i riposi, che per contratto dovrebbero essere smontante più ventiquattro ore di riposo, (per il 5+1) a garanzia dell'adeguato riposo psicofisico della guardia armata e che molto spesso non vengono rispettati, mettendo a rischio la sicurezza del dipendente e del sito di interesse".

"Può capitare che poi il personale si trovi in balia di stravaganze attuative del contratto di lavoro che può provocare la creazione di imbarazzanti situazioni gestionali con i turni utilizzati in modalità disparata; senza parlare dei vari servizi di portierato che svolgono in alcune realtà, servizi di vigilanza vera e propria".

"Nonostante lo stress lavorativo, inadeguato, rimane come sempre lo stipendio, immobile rispetto al reale costo della vita e spesso nemmeno erogato con regolarità o con soluzioni fantasiose da parte delle aziende, che pensano di risolvere con acconti ed anticipi".

"Altro punto sensibile è la varietà d'impiego, visto che l'attività negli istituti non si limita più alla sola vigilanza itinerante ma spesso la maggior parte delle risorse sono impiegate nelle centrali operative con un quantitativo di servizi abnorme, che può andare dall'assistenza medica da remoto al controllo diretto di luoghi sottoposti alla vigilanza, fino alla ricerca di auto rubate attraverso sistema satellitare; poi si prosegue con personale disarmato impegnato all'interno di centri commerciali e personale armato impiegato nelle scorte valori e nel controllo di obiettivi sensibili, con un panorama lavorativo del genere la domanda da porre è: che tipo di formazione e come una guardia giurata può essere impiegata a 360°?".

"Perché ormai arrivano segnalazioni – da parte dei lavoratori – e purtroppo succede quotidianamente, che l'ordine di servizio per le rispettive attività sia poliedrico e la guardia si trova a coprire durante la settimana servizi completamente diversi tra loro".

"Tutto questo ovviamente provoca errori ed errata gestione che ricade nel benessere psico-fisico del lavoratore stesso".

Ultima modifica il Martedì, 12 Marzo 2019 16:20