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Giovedì, 07 Ottobre 2021 18:28

L'Aquila: la cantante jazz Valeria Tiganik presenta il suo album d'esordio "No matter"

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Venerdì 8 ottobre, all’Irish Cafè di Pianola, si terrà, alle 21:30, il concerto di Valeria Tiganik, musicista, compositrice e cantante jazz di origini estoni residente da molti anni all’Aquila.

Durante la serata sarà presentato, per la prima volta dal vivo, No matter, album d’esordio inciso da Tiganik insieme a un formidabile gruppo di musicisti: il pianista Massimiliano Coclite, il batterista Bruno Marcozzi e il contrabbassista Emanuele Di Teodoro.

Nata e cresciuta a Tallin, Valeria arriva all’Aquila giovanissima, nel 2005, grazie al programma Erasmus, per perfezionare il suo apprendistato musicale al conservatorio Casella.

All’Aquila mette piano piano radici e si diploma in canto jazz e composizione, dedicandosi, nel contempo, anche allo studio del canto corale e della musica elettronica.

Oggi lavora tra L’Aquila e Teramo, nelle scuole Art Nouveau e Fare Arte, come insegnante di musica, canto jazz e arrangiamento, e in corsi di preparazione per l’esame di ammissione al conservatorio.

No Matter, registrato nel 2018 a Ascoli Piceno e pubblicato quest’anno dall’etichetta abruzzese PlayCab, contiene 13 brani jazz originali, composti e prodotti da Valeria, che si è occupata, insieme a Massimiliano Coclite, anche degli arrangiamenti.

cover-no-matter

Registrato quasi in presa diretta, è un album nel quale la cantante ha fatto confluire le sue molteplici esperienze, sensibilità e influenze musicali, che spaziano dal jazz alla classica, dal folk all’elettronica, fino ad arrivare alla musica contemporanea.

Le canzoni, splendidamente suonate e arrangiate, hanno una struttura complessa e stratificata, che però non ne inficia la forza comunicativa e la capacità di arrivare subito all’ascoltatore.

“L’album” racconta Valeria a NewsTown “raccoglie un materiale accumulato in un arco di tempo lungo più di dieci anni. Ho voluto sintetizzare e portare a compimento le tante esperienze vissute in Italia come musicista. All’Aquila ho avuto modo di completare e raffinare la mia formazione e di acquisire un approccio più consapevole alla musica tonale, anche se da un po’ di tempo a questa parte ho adottato una linea di scrittura più contemporanea e sperimentale. La cosa bella nel suonare jazz è che non hai confini, anzi, cerchi continuamente di oltrepassarli”.

Tiganik band

Come sono avvenute le registrazioni?

Abbiamo registrato tutto praticamente live in studio, con i musicisti che suonavano insieme. L’interazione tra di loro è stata fondamentale, potevano vedersi, sentirsi respirare all’unisono. E’ stata un’esperienza unica. Sono molto soddisfatta del risultato.

C’è un filo conduttore che lega tra loro i brani?

Posso sembrare banale ma il filo conduttore è la vita stessa. Ogni canzone si riferisce a un’esperienza, un’emozione, un momento particolare che ho vissuto. E’ un disco che parla di gioia, felicità, amore, delusione, di sentimenti e stati d’animo che proviamo nella nostra vita quotidiana.

Qual è il tuo approccio alla scrittura e alla composizione?

Ogni canzone nasce in modo diverso. Delle volte mi siedo al piano, inizio a toccare i tasti fino a quando escono degli accordi che mi piacciono. Altre volte parto da una frase che ho in mente e che ha un particolare colore musicale. Può capitare che nasca prima la melodia o prima il testo ma di solito le due cose vanno di pari passo. Comporre è anche una questione di allenamento.

Quali sono le tue maggiori influenze musicali?

Sono tantissime. Ovviamente c’è la musica classica, un amore che non ho mai abbandonato. Ma adoro anche la musica antica, Bach in particolare. Apprezzo molto anche la musica folk e quella tradizionale. In ambito jazz, una cantante che mi ha influenzato molto è Tiziana Ghiglioni ma direi anche Kurt Elling. E poi sicuramente, Massimiliano Coclite, che per me è stato un insegnante a tutti gli effetti.

Parlaci dei tuoi anni di studio al conservatorio dell’Aquila.

Ho fatto un percorso abbastanza lungo, ho avuto tanti grandi maestri che hanno segnato molto non solo la mia formazione ma anche il mio modo di pensare, vedere e sentire il mondo. Parlo di Matteo D’Amico per la composizione classica, Michelangelo Lupone per la musica elettronica, Paolo Di Sabatino e Massimiliano Coclite per il jazz. Paolo è stata una figura fondamentale, così come Massimiliano: è stato lui a spingermi a fare questo disco. Per me sono dei punti di riferimento non solo a livello musicale ma anche umano.

Puoi dirci qualcosa sui tuoi prossimi progetti?

Ho tanti brani nel cassetto, scrivo continuamente. Sono sempre alla ricerca di nuovi suoni.

Ultima modifica il Giovedì, 07 Ottobre 2021 18:42