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Giovedì, 18 Novembre 2021 17:49

‘Liberi di Donare’: presentato il progetto del Tribunale per i Minorenni dell'Aquila

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E’ stato presentato nell’aula delle udienze del Tribunale per Minorenni dell’Aquila il progetto ‘Liberi di donare’ , che vede protagonisti i ragazzi e le ragazze sottoposti a provvedimenti giudiziari e alcuni istituti scolastici del capoluogo.

L’iniziativa è promossa dall’Istituto Italiano della Donazione che, grazie a un’intesa raggiunta con il Dipartimento di Giustizia e di Comunità del Ministero per la Giustizia, ha esteso il progetto - inizialmente rivolto alle sole scuole - anche ai Tribunali per i Minorenni, arrivando a coinvolgere 33 Uffici di servizio sociale per i Minori (USSM) e 14 comunità per i minori su tutto il territorio nazionale.

A conclusione della prima fase del progetto si terrà, venerdì 19 novembre all’Auditorium Ance dell’Aquila, l’evento ‘Donare è Amare’, che vedrà la partecipazione, oltre che dei ragazzi protagonisti, anche delle massime figure della magistratura per i minorenni dell’Abruzzo e di rappresentanze scolaresche degli istituti superiori di istruzione di L’Aquila e di Teramo.

La promozione del valore del volontariato e del dono - declinato nei suoi aspetti più diversi - quali strumenti di prevenzione, recupero e reinserimento sociale dei minori è l’idea alla base delle attività progettuali, dalla durata complessiva di tre anni. Nei giorni scorsi si è conclusa la prima tappa che ha visto il lancio di un contest a carattere nazionale. Su oltre 80 elaborati artistici, i ragazzi e le ragazze sostenute dall’Ufficio di servizio sociale per i Minorenni (USSM) dell’Aquila si sono distinti nella sezione dedicata all’arte visiva, classificandosi terzi con il video ‘Il dono del talento’.

Il lavoro è stato realizzato con il supporto dell’Istituto cinematografico La Lanterna Magica - in particolare del videomaker Andrea Ranieri - ente che si è aggiunto alla rete di associazioni culturali e di volontariato del territorio (Croce Rossa, Croce Bianca, Misericordia, Protezione Civile, Punto Luce di Sassa, Brucaliffo, Fraterna Tau, Associazione 180 Amici, Paganica Rugby) che già supportano l’USSM dell’Aquila in azioni volte a ad abbattere l’isolamento e a favorire il reinserimento sociale e lavorativo dei ragazzi e delle ragazze entrate nel circuito penale.

Alla conferenza stampa di presentazione del progetto e della manifestazione in programma alla sede Ance sono intervenuti la presidente del Tribunale per i Minorenni dell'Aquila Cecilia Angrisano, la funzionaria pedagogica dell’USSM Abruzzo Anna Rita Silvestri, la segretaria generale del’Istituto Italiano della Donazione Cecilia Angrisano - interventua in collegamento video - e Giovanni Cirillo, presidente dell’Ente paritetico per la formazione e la sicurezza in edilizia ESE-CPT dell’Ance L’Aquila che, oltre a mettere a disposizione l’auditorium, ha attivato una collaborazione con l’Ussm per offrire, nelle successive fasi progettuali, opportunità formative e lavorative nelle arti e nello spettacolo .

“Questo progetto rafforza l’indirizzo di giustizia trasformativa che caratterizza il settore della giustizia per i minorenni - ha spiegato la presidente Angrisano - I nostri operatori offrono ai ragazzi che provengono da storie sfortunate e drammi personali, la possibilità di vedere loro stessi e diventare visibili per quello che sono e che possono diventare come persone e cittadini. Tutta l’attività del Tribunale per Minorenni si iscrive nel tentativo di riparare e ricostruire il legame sociale infranto, di promuovere l’accoglienza e la capacità del dono".

"Il progetto che presentiamo oggi vuole inoltre intervenire anche sulla valorizzazione dei talenti dei ragazzi e delle ragazzi sottoposti a provvedimenti giudiziari, che è l’altra frontiera dell'impegno più recente all’interno del tribunale volto a dare valore al riconoscimento non solo dell’autore del reato ma anche della vittima. Si tratta di un cambio di paradigma penale e sociale che dalla funzione retributiva delle condanne, punta a sanare i conflitti generati dai reati e a promuovere processi di riconciliazione tra reo e vittima, a cui viene garantito uno spazio di cura, di ascolto e tutela. Questo servizio è testimone diretto di quanto questo nuovo paradigma sia efficace nella prevenzione della recidiva e nella crescita delle persone e delle comunità territoriali”, ha concluso.

Ultima modifica il Giovedì, 18 Novembre 2021 18:23