Il giorno 23 febbraio 2016 dalle ore 9.30 presso l’aula magna del Dipartimento di Scienze Umane – Università degli studi di L’Aquila (v.le Nizza, 14) si svolgerà un convegno dal titolo Educare alla decrescita, che vedrà la prestigiosa presenza di Serge Latouche.
L’incontro sarà introdotto e coordinato dalla dott.ssa Silvia Nanni, docente di Pedagogia dell’inclusione e formazione degli adulti presso il Dipartimento di Scienze Umane coadiuvata dal prof. Marco Antonio D’Arcangeli, docente di Pedagogia generale presso lo stesso Dipartimento e vedrà la partecipazione come relatori del prof. Massimo Fusillo, docente di critica letteraria e delegato dell’Ateneo per le attività culturali - e del prof. Luigi Gaffuri, docente di geografia e delegato dell’Ateneo per la cooperazione internazionale, anch’essi del Dipartimento di Scienze Umane dell’Aquila.
Il Convegno riveste l’occasione per “gli addetti ai lavori” e la cittadinanza tutta di confrontarsi direttamente con un intellettuale di fama mondiale sul macro-tema della decrescita che la nostra condizione attuale, locale e globale, rende oltremodo urgente e necessario, consentendo di riflettere sulla possibilità di una visione alternativa, “divergente” a quella in cui viviamo.
Serge Latouche (Vannes, 12 gennaio 1940), economista e filosofo francese, Professore emerito di Scienze Economiche all’Université d’Orsay di Parigi, è uno studioso di fama mondiale nell’ambito dell’antropologia economica e tra i principali animatori del Movimento antiutilitarista nelle Scienze sociali; specialista dei rapporti economici e culturali Nord-Sud e dell’epistemologia delle scienze sociali, è uno dei principali sostenitori della decrescita, arrivando a definirsi lui stesso “obiettore di crescita”.
Latouche - sostenendo che lo sviluppo scelto dall'Occidente, basato su un capitalismo e consumismo sfrenati, ha oramai esaurito tutte le sue possibilità, dilapidando in modo irreversibile risorse naturali non rinnovabili - auspica l'adozione di scelte mirate a costruire una società non ossessionata dal consumismo e libera dalle imposizioni della globalizzazione finanziaria priva di regole etiche. Senza immaginare una regressione o un impoverimento, Latouche descrive la possibilità concreta di una felicità sociale slegata dal possesso e dal consumismo dei beni materiali e misurata, invece, sul perseguimento del bene comune, sul rispetto della natura, sull'adozione di forme di convivenza ispirate alla ragionevolezza e non alla razionalità.
Ecco spiegato perché Latouche afferma che scegliere l’alternativa decrescente può essere la giusta risposta al richiamo invocato, una possibilità di vita nuova e diversa.
La decrescita è scelta di qualità, libertà e autonomia: l’uomo della società della decrescita torna a essere il padrone della propria vita: un’ “utopia concreta” come ama da sempre definirla il prestigioso intellettuale.
È autore di numerosissimi saggi tradotti in tutte le lingue del mondo e pubblicati da diverse case editrici, di cui molti in lingua italiana. Tra cui: L’occidentalizzazione del mondo (Bollati Boringhieri, 1992), Il pianeta dei naufraghi (Bollati Boringhieri, 1993), L’altra Africa. Tra dono e mercato (Bollati Boringhieri, 1997), Come sopravvivere allo sviluppo (Bollati Boringhieri, 2005), La scommessa della decrescita (Feltrinelli, 2007), Mondializzazione e decrescita. L’alternativa africana (Dedalo, 2009), Come si esce dalla società dei consumi. Corsi e percorsi della decrescita (Bollati Boringhieri, 2011), Il tempo della decrescita. Introduzione alla frugalità felice, (Eleuthera, 2011), Per un'abbondanza frugale, malintesi e controversie sulla decrescita, (Bollati Boringhieri, 2012), L’economia è una menzogna, (Bollati Boringhieri, 2014).