Termina il 26 ottobre alle ore 18:30 presso l'Auditorium Shigeru Bann la stagione dei concerti "Giovedì per la Città" dell'anno accademico 2016/17 del Conservatorio "A. Casella" dell'Aquila.
"Il concerto conclusivo di questa quarta edizione dei concerti dei docenti del Conservatorio – dichiara il Direttore Giandomenico Piermarini – offre, alla nostra sempre più ricca ed apprezzata attività di produzione artistica, il valore aggiunto della collaborazione fra Istituzioni e conferma l'allargamento degli obiettivi di azione e promozione su un territorio più ampio dei limiti cittadini. Il programma di giovedì prossimo vedrà infatti la partecipazione di docenti dell'ISSM Braga di Teramo e verrà successivamente programmato anche lì in una prossima data. Non a caso abbiamo voluto che fosse proprio l'ultimo dei concerti dei "Giovedì per la città" – nome che molto significativamente volemmo per la nostra rassegna – ad essere allo stesso tempo il primo di una serie di eventi che ci vedrà impegnati in collaborazioni allargate "oltre" la nostra città, nell'anno del nostro cinquantesimo".
Il programma di questo ultimo appuntamento è dedicato ai grandi compositori del classicismo, verranno eseguiti il Quartetto per flauto ed archi n. 1 in re maggiore, K 285 Wolfgang Amadeus Mozart e il Settimino per fiati ed archi in mi bemolle maggiore, op. 20 Ludwig van Beethoven.
L'esecuzione è affidata all' ensemble di docenti del Conservatorio Casella di L'Aquila e dal Braga di Teramo: flauto Giuseppe Pelura, clarinetto Roberto Petrocchi, corno Carlo Torlontano, fagotto Marco Ciamacco, violinoAndrea Castagna,violaAlessandro Santucci, violoncello Francesco Sorrentino, contrabbasso Carlo Pelliccioni.
Il Quartetto in re maggiore K. 285 di Mozart, di cui esiste il manoscritto autografo che reca in epigrafe la data del 25 dicembre 1777, rappresenta un capolavoro assoluto sia per il superamento delle convenzioni dello stile galante che per la qualità dell'invenzione tematica. Il flauto domina incontrastato in tutti e tre i tempi si annovera l' Adagio tra i più bei tempi di tutta la letteratura flautistica, il Quartetto conclude un Rondò.
Il Settimino mi bemolle maggiore op. 20 di Ludwig van Beethoven, dedicato "A Sua Maestà Maria Teresa, Imperatrice Romana, Regina d'Ungheria e di Boemia", è forse il lavoro più compiuto e perfetto del Beethoven "settecentesco",l'opera si richiama alla tradizione del Divertimento. Beethoven, attratto dalle sonorità dei "fiati", scrive diverse composizioni mescolando combinazioni di strumenti, esplorando con piacere lo sfruttamento delle risorse idiomatiche e decorative che ogni strumento può offrire nelle varie combinazioni.