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Lunedì, 18 Settembre 2017 11:59

Sant'Elia, la bufala del centro migranti che ha 'scomodato' pure la politica

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"In relazione alle notizie apparse su organi di informazione locale e riferite alla presunta apertura di una struttura per accoglienza migranti nella frazione di Sant’Elia del Comune dell’Aquila, questa Prefettura precisa che nessuna struttura è prevista in apertura nella zona suddetta". 

Poche parole, per smontare le 'voci' diffuse nei giorni scorsi sull'apertura di un centro d'accoglienza nell'ex albergo Villa delle Rose - Il Fienile; voci incontrollate, mai verificate, diffuse da alcuni residenti che avrebbero assistito - così hanno raccontato ad Abruzzoweb - "all'aumento di migranti che girano per la frazione: abbiamo provato a chiedere - hanno aggiunto - scoprendo ufficiosamente che, nell'ex albergo, sarebbe in procinto di aprire una struttura per accogliere un numero imprecisato di richiedenti asilo".

Ufficiosamente, sarebbe in procinto di aprire: è bastato questo, per scatenare il rincorrersi incontrollato di voci che ha portato, addirittura, ad una sorta di manifestazione di protesta - poco partecipata, a dire il vero - col contestuale avvio di una raccolta firme per evitare 'l'invasione' del "numero imprecisato" di migranti.

A preoccupare è che il rimpallo dei 'dice che' ha scomodato pure la politica: piuttosto che informarsi, tentando di capire cosa stesse realmente accadendo, si è iniziato a soffiare sul fuoco della ingiustificata protesta. Il consigliere comunale di Noi con Salvini, Fabrizio Taranta, presidente della Commissione 'Statuto e regolamenti', ha diffuso una nota stampa paventando l'arrivo "nel territorio aquilano" di "mille richiedenti asilo; in pratica - ha sottolineato - "è come se si creasse un nuovo piccolo comune riservato esclusivamente ai giovani africani che scappano dalle loro case". Poi, il solito leit motiv: i governi di centrosinistra stanzierebbero fondi per l'accoglienza dei migranti sottratti ai poveri italiani in difficoltà; se non fosse che i fondi per l'asilo e l'integrazione degli stranieri sono coperti dalle risorse erogate dall'Unione Europea, con l'Italia che vi contribuisce in piccola parte: fonti Amif chiariscono che "per il periodo 2013-2020, l'Italia è il secondo paese dell'Unione con più alta remunerazione per quanto riguarda il fondo suddetto". E se non fosse che le risorse per l'accoglienza finiscono, per lo più, nelle casse di cooperative e associazioni che si occupano dei richiedenti asilo creando, dunque, posti di lavoro. 

"Questi milioni di euro - si legge nella nota di Taranta - servirebbero a L'Aquila e al cratere per un sostegno diretto alle centinaia di famiglie sotto soglia di povertà e invece siamo costretti ad assistere ogni giorno al via vai di presunti profughi per le nostre strade, a casi di violenza, allo spaccio di droga in pieno centro storico e al prolificare della prostituzione": la logica dell'invasione che porterebbe al presunto aumento dei casi di criminalità. Peccato che non c'è alcuna invasione - fra migranti e rifugiati giunti nel nostro Paese via mare, da gennaio 2017 ad oggi, il numero è inferiore a 100mila persone (in Uganda, per dire, un mese fa si è toccato il picco di 1 milione di rifugiati) - e non c'è alcun dato verificato che racconti di un aumento della criminalità in città (si tratta, l'abbiamo detto spesso, di una percezione che tali dichiarazioni non fanno altro che inasprire). E poi, rivendicare che i fondi per l'accoglienza vengano destinati a L'Aquila e al cratere che, in questi anni, beneficeranno di miliardi di euro per la ricostruzione stanziati dallo Stato, coperti con le tasse degli italiani e pure degli stranieri che lavorano in Italia (andrebbe chiarito, una volta per tutte, che il rapporto tra la spesa pubblica per l’immigrazione, da una parte, e i contributi previdenziali e le tasse pagate dagli immigrati, dall’altra, mostra da anni un trend positivo per la nostra economia) è davvero pretestuoso, per non dire altro. 

"Questa non è la città che vogliamo vedere - l'affondo di Taranta - e siamo chiamati, come amministratori e come movimento politico, ad opporci contro l'apertura di un nuovo centro per richiedenti asilo in zona S.Elia, a ridosso di locali commerciali e abitazioni"; in realtà, gli amministratori pubblici sarebbero chiamati, prima, a verificare che certe informazioni siano fondate. 

Non è l'unico, Taranta; addirittura un'assessora comunale, Sabrina Di Cosimo, tra l'altro presidente del Ctp di Sant'Elia, ha tenuto a ribadire - senza appurare che la notizia fosse vera - che "accogliere persone che non hanno un lavoro sociale (?) e non sono gestiti né gestibili per la frazione è un'aggravante" alle difficoltà che sta vivendo Sant'Elia nel post terremoto; "non per una questione di delinquenza o sicurezza pubblica - ha aggiunto ai microfoni di Abruzzoweb - ma per un fatto d'aggregazione: abbiamo già avuto numerosi problemi con i progetti Case e stiamo lavorando per risolvere le criticità di degrado urbano: un centro d'accoglienza destabilizzerebbe tutto". Detto che un centro d'accoglienza dovrebbe servire proprio a 'gestire' i cittadini che chiedono asilo, davvero non è chiaro in che modo un piccolo gruppo di migranti avrebbe potuto destabilizzare i presunti tentativi d'aggregazione che si starebbero compiendo a Sant'Elia. Aggregare, infatti, dovrebbe significare innanzitutto accogliere l'altro (evidentemente, solo se di Sant'Elia). E poi, stante le motivazioni, sarebbe impossibile ospitare ovunque migranti, a L'Aquila: detto da un assessore, lascia piuttosto perplessi.

Chiudiamo con i numeri disponibili a qualche mese fa: nella Provincia dell'Aquila sono ospitati poco più di 600 richiedenti asilo, per 301.000 abitanti (lo 0.21% circa). Con i nuovi avvisi della Prefettura, si dovrebbe arrivare, appunto, a 1200 (più o meno): chissà se con la locuzione "territorio aquilano", Taranta intendesse la Provincia; certo è che, visto il clima, la precisione delle informazioni dovrebbe essere prioritaria per un amministratore; ebbene, un conto è dire che stanno arrivando mille migranti in città, un conto chiarire che sono distribuiti per tutta la Provincia. Il concetto di 'invasione' ne uscirebbe piuttosto ridimensionato.

Opposizione: "Caso confezionato ad arte"

"La Prefettura smentisce ufficialmente il presunto caso di imminente apertura di una struttura di accoglienza per migranti, nella frazione di Sant'Elia, di cui, nelle ultime ore, si è tanto discusso. Caso confezionato ad arte, o comunque chiaramente cavalcato, da alcuni Consiglieri Comunali di maggioranza che si ostinano a proseguire a colpi di mera campagna elettorale la loro attività, anche tre mesi di distanza dall'insediamento".

A scriverlo, in una nota congiunta, sono i consiglieri di opposizione Elisabetta Vicini, Americo Di Benedetto, Giustino Masciocco, Stefano Albano, Stefano Palumbo, Emanuela Iorio, Elia Serpetti, Antonio Nardantonio.

"Si premurano di esasperare (o addirittura provocare)" continua la nota "l'allarmismo sociale su temi inesistenti e dimenticano di aver appena approvato, acriticamente, in Consiglio, le Linee programmatiche per il mandato amministrativo, accettando che tale significativo atto di indirizzo ed impegno politico, fosse del tutto privo di ogni riferimento ai pur numerosi ed indefettibili temi delle politiche sociali".

"Con ciò, come la minoranza ha diffusamente argomentato in aula nel Consiglio del 12 settembre scorso" si legge ancora "ci si sottrae al doveroso confronto politico sulle principali questioni che dovrebbero impegnare l'azione amministrativa. Il risultato che si ottiene è quello di impedire alla cittadinanza, nel suo complesso, di essere informata sulle scelte che orienteranno la politica e di poter operare, anche attraverso i suoi rappresentanti in Consiglio, quel controllo che è necessario al buon funzionamento di ogni organismo democratico".

"Il confronto" concludono i consiglieri "diventa, per tale strada, selettivo ed autoreferenziale: si scelgono gli interlocutori a cui rivolgersi, i media da informare, gli ambienti in cui incontrarsi, le categorie a cui prestare ascolto... avendo cura di scegliere sempre  quelle da cui ottenere solo applausi. L'esatto opposto della democrazia, insomma".

Ultima modifica il Lunedì, 18 Settembre 2017 18:05

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