Venerdì, 14 Maggio 2021 11:53

Riorganizzazione rete ospedaliera regionale, scompaiono i Dea funzionali di II livello L'Aquila-Teramo e Chieti-Pescara. Salvo il punto nascita di Sulmona

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Addio ai Dea funzionali di II livello L’Aquila-Teramo e Chieti-Pescara; conferma per il punto nascita dell’ospedale di Sulmona (che diviene anche stroke unit di I livello per la rete del trattamento degli ictus); diminuzione da 4 a 2 delle centrali operative del 118 (una delle quali sarà L’Aquila);  Gissi, Casoli, Pescina e Tagliacozzo diventano ospedali di comunità e presidi territoriali di assistenza.

E’ quanto prevede la bozza del nuovo piano di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, firmato dall’assessora alla Sanità Nicoletta Verì e dal direttore dell’agenzia sanitaria regionale Pierluigi Cosenza.

Il documento è stato discusso ieri in una riunione di maggioranza in cui non sono mancate frizioni, specie in riferimento al ruolo e al peso che, nella nuova mappa, avranno gli ospedali di L’Aquila, Chieti e Pescara e al declassamento di alcuni ospedali minori, come quello di Guardiagrele.

Il centrodestra dovrà trovare una sintesi prima di portare il piano in quinta commissione (Sanità) e quindi in consiglio.

La bozza discussa ieri prevede 16 ospedali pubblici e 7 privati. Tra i presidi pubblici, 7 diventano (DEA) di primo livello - L'Aquila, Avezzano, Chieti, Lanciano,  Vasto, Pescara e Teramo – 7 vengono classificati come presidi di base - Sulmona, Ortona, Popoli, Penne, Atri, Giulianova e S. Omero - e 2 come presidi di zone particolarmente disagiate (Atessa e Castel di Sangro, che manterranno comunque i rispettivi pronto soccorso).

La prima cosa che salta all’occhio è che nella nuova rete non ci sono più i due Dea funzionali di secondo livello precedentemente individuati, ovvero L’Aquila-Teramo e Chieti-Pescara.

Si legge infatti nel documento: “In Abruzzo, attualmente, le discipline più complesse che caratterizzano il Dea di II livello, così come declinate nel DM 70/2015 (il cosiddetto decreto Lorenzin, ndc), non sono allocate, nella loro totalità, in un unico presidio ospedaliero. Tuttavia” continua la bozza “si qualificano come Dea di II livello, per ognuna delle reti tempo-dipendenti, quei presidi ospedalieri che ospitano le discipline di riferimento per la specifica rete tempo-dipendente”.

Alla luce di queste considerazioni, i presidi con qualifica di Dea di II livello divengono L’Aquila e Pescara per le reti Stroke (ictus) e Politrauma/Trauma maggiore e Chieti e Teramo per la rete Emergenze cardiologiche.

Per quanto riguarda la rete per l’emergenza cardiologica estesa (Cardiologia, Utic, Emodinamica e Cardiochirurgia) gli unici due presidi in possesso dei requisiti da DEA di II livello per la rete sono Teramo e Chieti. L’Aquila, Pescara, Vasto e Avezzano saranno centri hub per la rete IMA (Cardiologia, Utic, Emodinamica) e Sulmona, Lanciano e Giulianova come centri spoke, sempre per la Rete IMA (Cardiologia e Utic).

Anche per la rete dello Stroke (ictus) vengono individuati, oltre ai due presidi con qualifica di Dea di II livello (L’Aquila e Pescara), altri sei presidi (stroke unit) di I livello, che sono Avezzano, Sulmona, Chieti, Lanciano, Vasto e Teramo. A Sulmona, si legge nel documento, “viene attribuita la funzione di Stroke Unit di I livello in relazione alla necessità di minimizzare i tempi di accesso al servizio per tutta la fascia sud-sud est perimetrata dai PP.OO. di Popoli, Castel di Sangro e Atessa. A Teramo viene attribuita la funzione di Stroke Unit di I livello, e non di II livello, in quanto la UOC di Neurochirurgia del Presidio è funzionalmente dedicata specificamente agli interventi di neurochirurgia della colonna”.

L’Aquila e Pescara vengono qualificati, nel nuovo piano, come presidi ospedalieri sede di DEA di II livello per la Rete Politrauma/Trauma maggiore. Ad essi vengono affiancati anche due Centri Traumi di Zona (CTZ), a Chieti e Teramo, e tre presidi di pronto soccorso per traumi, a Avezzano, Vasto e Lanciano.

Si diceva delle frizioni che agitano la maggioranza in merito al maggior peso che il nuovo piano dà al S. Salvatore, che avrà anche la Uoc di chirurgia toracica. Un rafforzamento che andrebbe a discapito di Chieti e Pescara e che, in prospettiva, potrebbe avvantaggiare il nosocomio aquilano nell’acquisizione dell’ambito titolo di vero Dea di II livello.

Altro punto sul quale dovrà essere trovata una quadra è il declassamento dell’ospedale di Guardiagrele, che non viene inserito nemmeno tra gli ospedali di comunità  - questi ultimi saranno Gissi, Casoli, Pescina e Tagliacozzo, che acquisiranno anche il titolo di presidi territoriali di assistenza – e che in base al nuovo piano sarà organizzato in “2 moduli da 20 posti letto per garantire assistenza anche a pazienti che non necessitano del ricovero ospedaliero ordinario per acuti ma che al tempo stesso non possono essere trattati in ambito domiciliare”.

Tra gli ospedali minori, è Sulmona quello più tutelato dal nuovo piano perché mantiene il punto nascita e, come si è visto, diviene anche ospedale di I livello nella rete per il trattamento dell’ictus.

Oltre a Sulmona, gli altri punti nascita previsti dal piano sono L’Aquila, Avezzano, Chieti, Lanciano, Vasto, Pescara, Teramo e S. Omero, con L’Aquila e Pescara che saranno centri di II livello (in virtà della presenza di ostetricia, ginecologia, pediatria e terapia intensiva neonatale).

Viene confermata la revisione organizzativa delle centrali operative del 118, che dalle quattro attuali scendono a due: una sorgerà a L’Aquila e l’altra nell’area metropolitana Chieti- Pescara.

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