Giovedì, 23 Luglio 2015 15:37

Omicidio Francesco Leccese, assassino condannato all'ergastolo

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Alberto Casiroli, il cuoco italiano che, lo scorso novembre, a Birmingham (Inghilterra) uccise a coltellate il suo coinquilino Francesco Leccese, ragazzo aquilano di 21 anni, è stato condannato all'ergastolo.

A scriverlo è il quotidiano Birmingham Mail.

La sentenza è arrivata oggi in tarda mattinata.

Il giudice, scrive il giornale britannico, ha ordinato che Casiroli, malato di schizofrenia paranoide, sia subito trasferito in un ospedale di massima sicurezza e, una volta terminato il trattamento a cui sarà sottoposto, condotto in prigione. Sempre il giudice ha stabilito che l'assassino non potrà chiedere di godere della libertà vigilata prima di sei anni.

Francesco Leccese, che dall'Aquila si era trasferito in Inghilterra l'estate scorsa per lavorare come croupier in un casinò, venne ucciso da Casiroli con 16 coltellate.

Il giovane aquilano, originario di Gignano, venne aggredito una prima volta in camera da letto e una seconda (quella definitiva e mortale) sulle scale, mentre tentava di fuggire dal suo aggressore.

Pronunciando la sentenza, scrive il cronista del Birmingham Mail, il giudice ha definito Francesco un “giovane ambizioso e un grande lavoratore” mentre, rivolgendosi all'assassino, ha pronunciato le seguenti parole: “Hai attaccato [Francesco] quando era disarmato e inerme. Il tuo è stato un attacco delirante e prolungato [sferrato] con un'arma mortale, un attacco pianificato [condotto] con l'intenzione di uccidere”.

Dunque il giudice ha interpretato a tutti gli effetti quello di Casiroli come un omicidio volontario. Lo stesso Casiroli, ricorda il cronista, si era riconosciuto colpevole ma di omicidio colposo, sulla base di una “responsabilità attenuata” dovuta alle sue condizioni mentali.

Anche il procuratore, durante la sua arringa, ha parlato di “un omicidio immotivato e violento di un ragazzo innocente che aveva tutta la vita davanti a sé”.

Sempre l'accusa, ricostruendo il fatto, ha affermato che Casiroli, nei due giorni precedenti l'omicidio, aveva dato evidenti segni di squilibrio e di delirio paranoide. Il giovane, parlando con uno dei fratelli, aveva detto di sentirsi in pericolo e di essere finito nel mirino della Mafia. 

Quando, dopo l'arresto, la polizia analizzò il suo telefono, scoprì che Casiroli aveva cercato su Google le parole “Mafia”, “FBI” e “Servizio militare inglese”. Nell'interrogatorio a cui fu sottoposto, l'assassino disse che aveva sentito delle voci sussurrargli che Leccese avrebbe tentato di ucciderlo. 

 

Ultima modifica il Giovedì, 23 Luglio 2015 16:38
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