Lunedì, 15 Febbraio 2016 12:32

Univaq: al Dipartimento di Scienze Umane un convegno con Serge Latouche

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Il giorno 23 febbraio 2016 dalle ore 9.30 presso l’aula magna del Dipartimento di Scienze Umane – Università degli studi di L’Aquila (v.le Nizza, 14) si svolgerà un convegno dal titolo Educare alla decrescita, che vedrà la prestigiosa presenza di Serge Latouche.

L’incontro sarà introdotto e coordinato dalla dott.ssa Silvia Nanni, docente di Pedagogia dell’inclusione e formazione degli adulti presso il Dipartimento di Scienze Umane coadiuvata dal  prof. Marco Antonio D’Arcangeli, docente di Pedagogia generale presso lo stesso Dipartimento e vedrà la partecipazione come relatori del prof. Massimo Fusillo, docente di critica letteraria e delegato dell’Ateneo per le attività culturali - e del prof. Luigi Gaffuri, docente di geografia e delegato dell’Ateneo per la cooperazione internazionale, anch’essi del Dipartimento di Scienze Umane dell’Aquila.

Il Convegno riveste l’occasione per “gli addetti ai lavori” e la cittadinanza tutta di confrontarsi direttamente con un intellettuale di fama mondiale sul macro-tema della decrescita che la nostra condizione attuale, locale e globale, rende oltremodo urgente e necessario, consentendo di riflettere sulla possibilità di una visione alternativa, “divergente” a quella in cui viviamo.

Serge Latouche (Vannes, 12 gennaio 1940), economista e  filosofo francese, Professore   emerito   di   Scienze  Economiche all’Université d’Orsay di Parigi, è uno studioso di fama mondiale nell’ambito  dell’antropologia economica e tra i principali animatori del Movimento antiutilitarista  nelle  Scienze   sociali; specialista  dei  rapporti  economici  e  culturali  Nord-Sud  e  dell’epistemologia  delle  scienze  sociali,  è  uno  dei  principali sostenitori della decrescita, arrivando a definirsi lui stesso “obiettore  di  crescita”.

Latouche - sostenendo che lo sviluppo scelto dall'Occidente, basato su un  capitalismo  e  consumismo  sfrenati, ha  oramai  esaurito  tutte  le  sue possibilità,  dilapidando  in  modo  irreversibile  risorse  naturali  non  rinnovabili - auspica l'adozione  di scelte mirate a costruire  una  società  non  ossessionata  dal  consumismo  e  libera dalle  imposizioni  della  globalizzazione  finanziaria  priva  di  regole  etiche.  Senza  immaginare una  regressione  o  un  impoverimento,  Latouche descrive  la  possibilità  concreta  di  una  felicità  sociale  slegata   dal   possesso   e   dal   consumismo   dei   beni   materiali   e   misurata,   invece,   sul perseguimento  del  bene  comune,  sul  rispetto  della  natura,  sull'adozione  di  forme  di convivenza ispirate alla ragionevolezza e non alla razionalità.

Ecco spiegato perché Latouche afferma che scegliere l’alternativa decrescente può essere la giusta risposta al richiamo invocato, una possibilità di vita nuova e diversa.

La decrescita è scelta di qualità, libertà e autonomia: l’uomo della società della decrescita torna a essere il padrone della propria vita: un’ “utopia concreta” come ama da sempre definirla il prestigioso intellettuale.

È autore di numerosissimi saggi tradotti in tutte le lingue del mondo e pubblicati da diverse case  editrici,  di  cui  molti  in  lingua  italiana. Tra  cui:  L’occidentalizzazione del mondo (Bollati Boringhieri, 1992), Il pianeta dei naufraghi (Bollati Boringhieri, 1993), L’altra Africa. Tra dono e mercato (Bollati Boringhieri, 1997), Come sopravvivere allo sviluppo (Bollati Boringhieri, 2005), La scommessa della decrescita (Feltrinelli, 2007), Mondializzazione e decrescita. L’alternativa africana (Dedalo, 2009), Come si esce dalla società dei consumi. Corsi e percorsi della decrescita (Bollati Boringhieri, 2011),  Il  tempo  della  decrescita.  Introduzione  alla  frugalità  felice, (Eleuthera,  2011), Per  un'abbondanza  frugale,  malintesi  e  controversie  sulla decrescita,   (Bollati   Boringhieri,   2012), L’economia  è  una  menzogna, (Bollati Boringhieri, 2014).

 

Ultima modifica il Lunedì, 15 Febbraio 2016 12:38

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