Da mercoledì a venerdì torna nell'Auditorium del parco del Castello e per le strade e nei cantieri del Centro Storico, "Officina L'Aquila - incontri internazionali di restauro e riqualificazione urbana" per una sessione invernale che segue quella estiva del maggio scorso.
Piatti forti della rassegna saranno il ritorno dei "cantieri aperti" con l'apertura della Chiesa "delle Anime Sante" e la presenza del Vice Presidente del Consiglio superiore della Magistratura Giovanni Legnini per le conclusioni, nell'ultima giornata a Palazzo Fibioni, del work-shop - coordinato dal giornalista del Corriere della Sera Sergio Izzo - chiamato "Officina Next. L'Aquila fenice e i borghi della rinascita".
"Un momento - ha detto oggi in conferenza stampa il Presidente di Carsa Roberto Di Vincenzo - in cui tutti gli attori istituzionali locali e nazionali si riuniranno intorno allo stesso tavolo per parlare di futuro e prospettiva, a cosa potrà essere L'Aquila: una città meravigliosa ma che dovrà anche diventare centrale in un rapporto con Roma, l'Università e la dimensione nazionale in generale".
Perché secondo Di Vincenzo, che esalta il sistema normativo privato di finanziamento alle imprese nella ricostruzione, bisogna restituire alla città "la dignità che merita presentandola per quello che è e non come la città del malaffare come spesso è stata dipinta ingiustamente. "Qui - ha continuato il Presidente di Carsa - si sono sviluppate delle buone pratiche a livello internazionale che vanno fatte conoscere perché il sistema delle imprese e di tutte le competenze legate alla ricostruzione è buono".
Anche in tal senso la prima giornata di cantieri aperti è stata pensata come un "educational tour" a cui parteciperanno giornalisti anche di testate estere (pare che il New York Times stia preparando un articolo sulla ricostruzione aquilana) per mostrare quello che, secondo Officine, può diventare la base per un "Progetto per l'Italia".
In sintonia il neo Presidente di Ance L'Aquila Ettore Barattelli, presente anche lui insieme al Sindaco Massimo Cialente nella conferenza stampa di presentazione: "Noi - ha affermato Barattelli - ci teniamo affinché L'Aquila diventi una palestra. Volgiamo mostrare a tutto il mondo le tecniche che si stanno utilizzando per il restauro conservativo degli edifici. Tutti i giovani tecnici potranno venire qui e fare un'erperienza sul campo. Questa grande idea che è stata raccolta dall'ANCE regionale insieme alla Carsa di Roberto Di Vincenzo, deve essere sviluppata ed ampliata il più possibile. Parlavamo di preparare un contenitore a cui si può accedere mediaticamente on line e di presentare a tutto il mondo la nostra città per far capire cosa si sta facendo qui".
Toni trionfali da parte del sindaco Cialente: "Abbiamo indovinato e vinto alcune battaglie ed è giusto che oggi se ne parli. Non esiste un modello new town, solo un modo per affrontare a lungo la permanenza. Il modello vero - ha continuato il Sindaco sulla stessa lunghezza d'onda di Di Vincenzo - è stato ricostruire attraverso il contributo privato con il quale abbiamo rimesso la periferia dentro casa in cinque anni. Il limite è stato l'eccessivo numero di incarichi preso dai progettisti, aspetto questo che adesso nel decreto per Amatrice è stato migliorato".
Cialente ha anche battuto sulla necessità della messa in sicurezza del territorio nazionale promuovendo l'esperienza, in tal senso, dei "nostri dirigenti, dei nostri progettisti e delle nostre imprese, che sono dei punti di riferimento nel Paese".
Insomma una L'Aquila "distretto nazionale dell'Edilizia" viziata però dall'assoluto ritardo della ricostruzione nelle frazioni, vera macchia del sistema L'Aquila a cui va data, per questo, la giusta attenzione.
"Le frazioni sono in ostaggio dei tecnici che hanno preso troppi lavori e le vittime sono i cittadini, il Comune e le imprese", ha affermato in tal senso Cialente. "Onna è bloccata da un noto progettista aquilano che ha fatto incetta di lavori, a Pagnaica c'è un blocco di nove aggregati".
"Secondo me - ha concluso il Sindaco dell'Aquila - in alcuni casi andrebbero commissariati i progettisti".
Ma ciò è in contraddizione con il sistema privato di finanziamento finora esaltato, che , vero ha fatto andare la ricostruzione veloce, ma ha dato troppa responsabilità a singoli e semplici cittadini che all'improvviso si sono ritrovati a gestire da Presidenti di Consorzio "affidamenti" da milioni di euro, in un contesto normativo mai completato, in balìa di pressioni che ci si può immaginare e commettendo così inevitabili errori.
Certo sempre "meglio della ricostruzione pubblica che procede con enorme ritardo", come ha ricordato lo stesso Cialente e tutta la città può constatare. Ma forse da migliorare allora, c'è ancora più di un aspetto.

