Avrebbero timbrato il badge di presenza all'Università degli Studi dell'Aquila, ma subito dopo si sarebbero allontanati dal posto di lavoro a causa di "attività professionali e personali".
In cinque dipendenti dell'Ateneo aquilano sono finiti sul registro degli indagati, in seguito alle indagini svolte dai carabinieri e coordinate dalla Procura della Repubblica dell'Aquila. A darne notizia è Il Messaggero in edicola stamane.
Quelli definiti dal quotidiano "furbetti del cartellino" - locuzione utilizzata per identificare i numerosi casi di assenteismo ingiustificato sul luogo di lavoro - sono dipendenti e funzionari dell'Università. Secondo l'accusa avrebbero indotto in errore l'Ateneo nella contabilizzazione della retribuzione, non corrispondendo le ore di presenza con quelle registrate. Il periodo preso in considerazione dai carabinieri è il primo trimestre di quest'anno.