Venerdì, 21 Marzo 2014 14:57

AMA, Udu: tagli inaccettabili, senza mobilità non c’è città universitaria

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L’annuncio di pesanti tagli (140 linee), contestuali persino ad un aumento delle tariffe per il servizio di trasporto urbano della città dell’aquila è inaccettabile nei suoi contenuti. I tagli, oltre ad essere a danno di tutta la cittadinanza, andrebbero a colpire gli studenti che, non solo sono i maggiori fruitori del servizio, ma sono anche dispersi su tutto il territorio cittadino a causa della lontanza dei diversi poli (Coppito, Roio, Centro Storico, Campomizzi).

Il trasporto pubblico aquilano, dopo la sua riorganizzazione, tra mille difficoltà era riuscito in questo ultimo anno a garantire un servizio, pur con tante inefficienze (mancanza di informazioni rapide e diffuse, copertura di alcuni punti e orari critici, trasporto centro storico-Campomizzi, orari serali e festivi), ma comunque in grado di assicurare un livello minimo essenziale. Un minimo sotto il quale la città non si può permettere di scendere.

I tagli annunciati da parte del Comune, se saranno davvero effettuati, non riuscirebbero a sostenere una mobilità adatta ad una città universitaria come l’Aquila dove il numero degli studenti residenti deve invece essere maggiore nei prossimi anni.

Diversi mesi fa come Udu L’Aquila abbiamo proposto sia in sede di Consiglio Studentesco che in Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari una proposta di rinnovo dell’accordo di programma, nel quale, tra le altre cose, abbiamo scritto che sarebbe necessario “uno stanziamento straordinario di 3 Milioni di euro annui per gli A.A. 2014/2015, 2015/2016 e 2016/2017 per finanziare la gratuità totale del trasporto pubblico locale per gli Universitari, previo accordo tra Università, Adsu, Azienda di Mobilità e Consiglio Studentesco dell’Università circa un piano di linee urbane finalizzate a garantire la mobilità degli universitari sull’intero territorio comunale”.

Questa proposta è stata comunicata pubblicamente ed inviata anche al Comune, oltre che all’Università, proprio perché sapevamo che la stessa proposta poteva essere raccolta e sostenuta dalla città, oltre che dall’ateneo, in modo da affrontare strutturalmente le difficoltà dell’Ama e del trasporto pubblico locale.

Un minore investimento sulla mobilità non potrà che avere ricadute negative anche sulla stessa residenzialità oltreché sulla stessa attrattività del nostro Ateneo.

Colpire la mobilità cittadina e in particolare la mobilità degli universitari può avere effetti drammatici sul futuro di una città ancora “dispersa urbanisticamente”. Per questo riteniamo indispensabile una convocazione urgente del tavolo di concertazione sul tema della mobilità con il Sindaco della Città e con l’Azienda di Mobilità Aquilana per affrontare il delicatissimo tema.

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