Lunedì, 17 Maggio 2021 15:37

Servizi socio-assistenziali: cooperativa chiede 150mila euro al Comune dell'Aquila

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Con delibera di Giunta n. 193 del 7 maggio scorso, il Comune dell'Aquila ha deciso di resistere innanzi al Tar avverso il ricorso presentato dalla Soc. Coop. Verdeaqua Nuovi Orizzonti onlus che ha chiesto al Tribunale amministrativo di annullare il provvedimento dirigenziale che, di fatto, ha respinto la richiesta della cooperativa di revisione dei prezzi per gli appalti relativi ai servizi socio-assistenziali. 

Verdeaqua Nuovi Orizzonti onlus che, fino a qualche mese, ha gestito il servizio di assistenza scolastica per l'autonomia e la comunicazione dei diversamente abili presso le scuole comunali, chiede all'Ente 350 mila euro.

Un passo indietro, per chiarire i contorni della vicenda.

Ricorderete che a settembre, con l'avvio dell'anno scolastico, era montata la polemica per la mancata assistenza ad un centinaio tra studentesse e studenti fragili; di fatto, con determina dirigenziale n. 3386 del 31 agosto 2020 l’Amministrazione comunale aveva affidato la gestione del servizio al raggruppamento temporaneo Società Cooperativa Pars Onlus e Società Cooperativa Medihospes che avrebbe dovuto, una volta assunte le lavoratrici ed i lavoratori in forza alla Cooperativa cessante, la Soc. Coop. Verdeaqua Nuovi Orizzonti onlus appuntogarantire l’assistenza scolastica agli studenti ed alle studentesse diversamente abili; tuttavia, il servizio non era stato attivato per tempo, generando disagi agli studenti interessati, alle loro famiglie, al personale scolastico e, non ultimo, ai 75 lavoratori e lavoratrici addetti da anni.

Era stata durissima la presa di posizione della Cgil: "Quanto sta accadendo è un fatto gravissimo e inaccettabile soprattutto in una fase in cui, dopo 7 mesi di interruzione delle attività didattiche in aula ed in piena emergenza sanitaria, si sarebbero dovute garantire le necessarie condizioni per favorire una corretta ripresa delle attività, ancor più nei confronti delle categorie di studenti più fragili" l'affondo del segretario generale della Cgil provinciale Francesco Marrelli e del segretario della Funzione pubblica Anthony Pasqualone.

A stretto giro era arrivata la risposta del sindaco Pierluigi Biondi che si era scusato per il disagio, sottolineando come il problema fosse stato risolto. "Ci scusiamo con le famiglie interessate dal disagio legato alla mancata assistenza per i ragazzi disabili negli istituti scolastici. Una situazione senza dubbio incresciosa e subito risolta: ho seguito personalmente la questione e le procedure finalizzate alla proroga nei confronti di chi gestisce il servizio in attesa del subentro del nuovo affidatario".

Insomma, l'amministrazione era corsa ai ripari chiedendo alla Cooperativa uscente di garantire ancora il servizio, con un affidamento temporaneo d'urgenza, nelle pieghe della definizione dell'aggiudicazione definitiva al raggruppamento temporaneo Società Cooperativa Pars Onlus e Società Cooperativa Medihospes. 

Ad inizio del mese di marzo, tuttavia, non risultava ancora stipulato il contratto tra il Comune dell'Aquila e l'aggiudicatario dell'appalto che, nel frattempo, era subentrato nell'affidamento del servizio dal 1 novembre 2020.

Il motivo è presto detto: ad ottobre 2020, la mandataria Società Cooperativa Pars Onlus aveva rappresentato all'Ente che le tariffe indicate nei documenti della gara d'affidamento, risalenti al 2017, facevano riferimento ad un tabellario nazionale non più in vigore. A farla breve: le tariffe si riferivano alla tabella del Ministero del Lavoro con i costi per operatori delle Cooperative sociali aggiornati al maggio 2013, ancora in vigore alla data di presentazione dell'offerta; nel frattempo però, nel marzo 2019, è stato stipulato l'accordo economico per il rinnovo del CCNL nel quale è stato stabilito che il costo medio orario del lavoro per i lavoratori delle cooperative nel settore socio-sanitario-educativo e di inserimento lavorativo avrebbe subito modifiche con decorrenza dai mesi di novembre 2019, aprile 2020, settembre 2020. A seguito dell'accordo il Direttore generale del Ministero del Lavoro ha pubblicato, nel febbraio 2020, e con efficacia retroattiva, le nuove tabelle che comportano un incremento del costo del lavoro complessivamente del 5,72% cui si aggiunge il riconoscimento di un elemento una tantum a titolo di rimborso per la vacanza contrattuale. 

In particolare, il nuovo CCNL ha previsto i seguenti aumenti percentuali: 

  • novembre 2019: + 2,54%
  • aprile 2020: + 1,78%
  • settembre 2020: + 1,40%.

Dunque, la mandataria del raggruppamento temporaneo ha chiarito al Comune che il totale dei costi di manodopera - rispetto al momento in cui è stata presentata l'offerta per l'aggiudicazione del servizio - ammonta a quasi il 7%; trattandosi di un servizio in cui i costi del personale incidono per il 90% sul totale del fatturato, la Società Cooperativa Pars Onlus ha inteso mettere nero su bianco che non ci sono spazi sufficientemente adeguati per poter assorbire il maggior costo senza che ciò intacchi la tenuta economica della commessa. 

E per questi motivi ha chiesto al Comune dell'Aquila il riconoscimento dell'adeguamento del corrispettivo contrattuale "nella misura degli aumenti dei costi della manodopera i cui effetti si sono già attuati (novembre 2019 e aprile 2020) cui applicare la percentuale di incidenza del costo del lavoro sul totale del valore dell'appalto e, nello specifico, un aumento del 3,89% sul valore complessivo dello stesso appalto". 

A cinque mesi dalla richiesta, il 2 marzo scorso, con determina 693, il segretario generale - dirigente ad interim del Settore Politiche per Benessere della persona e della Promozione territoriale - ha riconosciuto che "la modifica del contratto collettivo può rendere impossibile per l'appaltatore far fronte a tale aumento dei costi senza ridurre la qualità della prestazione"; d'altra parte, ha sottolineato Luzzetti nella determina, 'il Consiglio di Stato - seppur incidentalmente nella sentenza n. 6237/2018 - ha stabilito che il nuovo CCNL non costituisce una circostanza eccezionale in quanto tale contratto collettivo è stato stipulato nel 2008, quindi era conoscibile al momento della stipula del contratto di appalto e, come tale, costituisce una circostanza prevedibile' e che quindi, a contrario, "l'amministrazione non può ignorare l'intervenuta modifica prima di procedere alla stipula del contratto". 

Per questi motivi, il segretario generale ha ritenuto opportuno adeguare il corrispettivo contrattuale del 3,89% sul valore complessivo dell'appalto prima di addivenire alla stipula del contratto. Parliamo di 849mila e 688 euro.

Nel provvedimento, Luzzetti ha chiarito che "il saldo risultante dal ribasso percentuale offerto dall'aggiudicatario in sede di gara - 8,34% - e l'adeguamento richiesto risulta comunque maggiore del ribasso offerto dalla seconda classificata, pari al 4,03%. 

All'indomani dell'approvazione del provvedimento, avevamo sottolineato come ci fossero diversi aspetti critici tra le righe della determina dirigenziale. 

Il primo: si specificava che sarebbe stato rinviato a successivo atto l'impegno di spesa della somma derivante dall'adeguamento, quasi 850 mila euro come detto, "e ciò subordinatamente alla disponibilità dello stanziamento, e dunque della necessaria copertura finanziaria"; tuttavia, l'articolo 194 del TUEL stabilisce che non si possono stanziare somme non ancora accertate, non ancora a disposizione in altre parole. 

Il secondo: se è vero, come scrive il segretario generale, che "il saldo risultante dal ribasso percentuale offerto dall'aggiudicatario in sede di gara - 8,34% - e l'adeguamento richiesto risulta comunque maggiore del ribasso offerto dalla seconda classificata, pari al 4,03%", è vero anche che, di fatto, sono stati modificati i termini della gara e, dunque, altre Cooperative, stante il nuovo CCNL, avrebbero ipoteticamente potuto offrire un ribasso maggiore.

Il terzo: avevamo scritto che si rischiavano dei contenziosi, con la Cooperativa uscente e con i soggetti che forniscono servizi a cooperativa; in sostanza, c'era il rischio che si sarebbero dovuti adeguare tutti i contratti, anche retroattivamente.

Ed in effetti, è proprio questo che la Soc. Coop. Verdeaqua Nuovi Orizzonti onlus ha chiesto al Comune dell'Aquila per il periodo di attività; dinanzi al diniego del dirigente, la società ha fatto ricorso al Tar e, come detto, chiede all'Ente ben 350 mila euro. 

Ultima modifica il Giovedì, 24 Giugno 2021 11:22

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